Cosa vuol dire essere professionista

Per chi è interessato alla definizione ufficiale, le accezioni più comuni della lingua italiana per "professionista" vengono descritte in modo esaustivo al seguente link: http://www.treccani.it/vocabolario/professionista/

Sul piano istituzionale, in Italia, si è professionisti in un settore specifico, se sussistono le seguenti condizioni:

  • Lavorare in uno specifico settore con continuità ed in modo indipendente
  • Venire retribuiti per tale lavoro
  • Essere fiscalmente riconosciuti ovvero si pagano le tasse per questo lavoro

Chiaramente questi requisiti sono riferibili, secondo le norme vigenti, sia ai liberi professionisti che ad altri tipi di lavoratori autonomi, come ad esempio gli artigiani ed ai soci di ditte e società in possesso di codici di attività legati allo specifico ambito.

Questo tipo di gestione legislativa non prevede alcun tipo di verifica sulle effettive capacità del professionista (o presunto tale).

Probabilmente, essendo le leggi attuali un rimaneggiamento di leggi molto più vecchie, nelle stesure originali si dava per scontato un differente meccanismo di verifica e controllo. Infatti molte categorie di professionisti sono regolamentate con albi ed ordini che richiedono altri requisiti per accedervi ed inoltre dovrebbero vigilare sulla deontologia e sulla qualità del lavoro svolto dai professionisti ad essi iscritti. Purtroppo non esistono ne albi ne ordini in tutti i settori su quel limite sottile ed ambiguo tra tecnica ed arte (fotografia, grafica etc).

In tali ambiti l'attuale normativa permette l'accesso al professionismo in virtù del solo requisito fiscale e quindi non consente una distinzione qualitativa tra chi è effettivamente competente da chi non lo è.

Questa distinzione non è una sottigliezza, tutt'altro, essa è fondamentale per fare chiarezza.

Essere professionista dovrebbe sempre voler dire: svolgere la propria attività lavorativa con particolare abilità e competenza.

Ogni altra definizione, sia fiscale che sociologica, rischia di essere solo una fonte di confusione.

Riguardo alla fotografia mi capita quotidianamente di riscontrare le conseguenze di questa confusione. Cercherò di essere sintetico: la verità è che i titoli di studio, le certificazioni, i requisiti fiscali e l'effettiva bravura di un fotografo non sono necessariamente collegati tra di loro.

Se è vero che la fotografia piaccia a molti, non è detto che tutti abbiano una reale motivazione o predisposizione a diventare professionisti. Non intendo dire che non siano collocabili nel mercato della fotografia, intendo soffermarmi proprio sull'essere professionisti.

Ribadisco: Essere professionista = Svolgere la propria attività lavorativa con particolare abilità e competenza.

Si tratta di una strada certamente in salita ma che può dare molte soddisfazioni se si è dotati e si persevera nello studio e nelle esperienze professionali.

Per i pigri non c'è comunque da preoccuparsi, la fotografia è sempre più a disposizione di tutti, l'importante è non voler a tutti i costi spacciarsi per professionisti! :p

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